
L'avvento di strumenti Web 2.0, abbinato all'utilizzo di servizi di comunicazione innovativi quali Skype, Linkedin, Facebook, Twitter, ha cambiato rapidamente e radicalmente il modo di interagire per milioni di persone nel mondo.
Ultimamente queste nuove modalità comunicative hanno cominciato a penetrare il mondo delle aziende con un approccio opportunistico e generato dal basso, che spesso sfugge al controllo della Direzione.
Per dare una risposta a questo fenomeno, ma soprattutto per sfruttarne le indubbie potenzialità, nasce l'
Enterprise Social Networking (ESN) che consiste nell'aggregare, in una soluzione robusta e sicura, più adatta ad un uso aziendale, tutti gli strumenti Web 2.0, quali ad esempio Blog, Forum, Wiki, Social Bookmarking etc.
Tuttavia il fatto che molti progetti di ESN rischiano di essere chiusi dopo soli 3, 6 mesi di attività per scarsa partecipazione degli utenti, solleva la lecita domanda: perchè é così difficile avere successo?
L'esperienza suggerisce che questo avviene perchè l'adozione dell'ESN richiede il cambiamento del modo di lavorare, sia a livello individuale che aziendale, e questo è molto difficile da realizzare.
Le seguenti considerazioni nascono dall'esperienza maturata internamente da BroadVision, azienda multinazionale che da più di 15 anni è un punto di riferimento mondiale per le soluzioni Web Self-Service.
Innanzitutto i ruoli cambiano: nelle applicazioni Web tradizionali (Web 1.0) tutto è nelle mani dell'IT dalla realizzazione del sito alla pubblicazione dei contenuti e il resto dell'azienda è relegata al ruolo di end-user. Nel mondo dell'ESN, tutti sono incoraggiati a partecipare anche alla costruzione del sito e alla pubblicazione dei contenuti, e questo cambiamento non sempre è facile da assimilare.
Poi si deve tener conto della tendenza delle aziende a preoccuparsi della possibile pubblicazione di contenuti illeciti o offensivi. Anche se spesso tali timori sono infondati, c'è comunque la necessità di qualche forma di controllo o supervisione per prevenire eventuali comportamenti scorretti da parte di singoli utilizzatori o gruppi.
Un altro elemento di valutazione da parte delle aziende è il cosiddetto Cloud Computing.
La ritrosia a far risiedere i dati aziendali e le applicazioni in sistemi esterni all’azienda, è legata spesso alla mancanza di informazione sugli effettivi benefici e sui livelli di sicurezza offerti dal Cloud Computing che spesso superano quelli di cui la singola azienda si può dotare.